Gli operatori finanziari tornano a preoccuparsi dei possibili rialzi dei tassi. La guerra ha aggravato la crescita dell’inflazione. L’aumento dei prezzi non solo potrebbe durare più del previsto ma potrebbe anche salire ulteriormente dai livelli record toccati a marzo.
Per contrastare questo fenomeno le banche centrali potrebbero agire con più determinazione rispetto a quanto ipotizzato dagli economisti qualche settimana fa. La Banca centrale americana potrebbe essere molto aggressiva nella prossima riunione e alzare i tassi di mezzo punto percentuale o anche dello 0,75%. La Banca centrale europea potrebbe anticipare l’inizio del rialzo dei tassi a giugno senza attendere l’ultimo trimestre dell’anno. A questo proposito oggi c’è molta attesa per il discorso della presidente della BCE Christine Lagarde che parlerà alle 15.00.
Questi timori ieri non hanno toccato le Borse europee che hanno chiuso per la seconda giornata consecutiva al rialzo con buoni guadagni. Ma non tutti i listini hanno chiuso in territorio positivo, Piazza Affari è stata la peggiore con un calo dello 0,3%. Ieri in Borsa spiccavano i ribassi dei titoli delle utility, penalizzati proprio dal timore del rialzo dei tassi. Snam, Terna, Hera e A2A hanno chiuso con cali tra l’1,8% e il 3,2%
A Piazza Affari occhi puntati su questa quota ma anche su questa azione perché potrebbe decollare nelle prossime sedute
Questa zavorra ieri ha spinto l’indice Ftse Mib in calo e i prezzi hanno terminato a 24.805 punti. Tuttavia per buona parte della giornata il listino si è mosso in territorio positivo. Poco prima dell’apertura di Wall street i prezzi dell’indice maggiore di Piazza Affari hanno toccato un massimo di giornata appena sotto i 25.000 punti. Questa soglia continua a frenare i rialzi dell’indice maggiore della Borsa italiana dal 6 aprile. A Piazza Affari occhi puntati su questa quota perché il suo il superamento potrebbe spingere il Ftse Mib (INDEX:FTSEMIB) verso una nuova fase rialzista. Al ribasso la tenuta del supporto a 24.200 punti rimane fondamentale. Una chiusura sotto questo livello potrebbe spingere i prezzi fino a 23.800 punti.
Oggi in Borsa molti operatori terranno gli occhi puntati anche su Saipem. Il titolo ieri ha guadagnato l’11,8% grazie a una trimestrale migliore delle attese e a perdite inferiori alle stime. I prezzi del titolo tra febbraio e marzo hanno toccato il minimo degli ultimi 17 anni ma da qualche settimana l’azione è in ripresa. Il mercato dopo la trimestrale potrebbe ritenere il titolo sottovalutato ai prezzi attuali. Ieri Saipem ha chiuso a 1,26 euro toccando un massimo di giornata a 1,295 euro, valore più alto da inizio febbraio. Il superamento di 1,3 euro potrebbe aprire la strada al veloce raggiungimento di 1,5 euro. Invece al ribasso un ritorno sotto 1,2 euro potrebbe riportare i prezzi a 1,05/1,06 euro.
Approfondimento
Il punto sui mercati