A caccia di extra rendimento in Italia nel settore più difensivo di tutti: le utilities

A caccia di extra rendimento in Italia nel settore più difensivo di tutti: le utilities. Le aziende di pubblica utilità non sono più quelle di una volta. Anche loro stanno mutando pelle, in questa società che cambia quasi alla velocità della luce. Fino a poco tempo erano considerate dagli investitori una valida opzione per giocare in difesa, come ben sappiamo. Perché? Perché la forte regolamentazione del mercato da parte delle autorità garantiva flussi di cassa prevedibili e solidi margini di profitto. E permetteva alle aziende di staccare cedole generose per i loro azionisti. Tutto questo però sta cambiando, soprattutto per tre motivi. 1) le nuove dinamiche della domanda globale di energia 2) l’innovazione tecnologica 3) il cambiamento climatico.

Le utilities oggi sono ancora aziende interessanti, ma devono fare i conti con questi cambiamenti. Lo dicono anche quelli di Sustainalytics, la società di analisi indipendente che fa parte del gruppo Morningstar, attiva nella cernita ed analisi delle imprese dal punto di vista dei criteri ESG. ““Non tutte le società saranno in grado di superare con successo questa trasformazione. Questo creerà le condizioni per generare alpha (extra rendimento) in portafoglio attraverso una scelta attenta nel settore utility.” Vediamo quindi come andare a caccia di extra rendimento in Italia nel settore più difensivo di tutti: le utilities.

A caccia di extra rendimento in Italia nel settore più difensivo di tutti: le utilities

Le utilities quotate a Piazza Affari sono 26. tra queste c’è qualche azienda europea, come le tedesche E.ON e RWE, ma il core sono le imprese italiane. E tra queste, le migliori su cui mettere i propri capitali sono, secondo noi, quelle che ancora oggi, di fronte alla crisi, distribuiscono un dividendo. In alcuni casi anche un dividendo generoso. Si tratta di 15 tra le 26 aziende sopra accennate. Per la precisione sono A2A, Ascopiave, Snam, Italgas, ENEL, ERG, Acea, Terna, Iren, Elettra Investimenti, Acsm-Agam, Engie, Hera, Falck Renewables e Alerion Clean Power. Il dividendo medio di queste società è del 3,68%, e garantisce un robusto ritorno annuale in grado di resistere bene all’inflazione (allo 0,7% annuale al momento).

Tra queste, poi, particolare attenzione, dicono da Sustainanalytics, va data a Terna (MIL:TRN). Anche questa azienda è esposta ai rischi ambientali e sociali tipici del settore, ovviamente, e prima accennati. Ma, dicono gli analisti, riesce a gestirli meglio rispetto ai competitor grazie a un’eccellente corporate governance. Un’azienda di eccellenza, quindi, la migliore da cui avere un extra rendimento in un settore eminentemente difensivo, ma con ancora un grande appeal di reddito.