Non solo niente pensione di reversibilità ma ai figli che superano quest’età non spetta neppure quest’altra importante somma di denaro

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La Costituzione al suo articolo 30 stabilisce subito che i genitori hanno il diritto e il dovere di mantenere, istruire e educare i figli. Questo anche se nascono fuori dal matrimonio o se i genitori, prima sposati, poi divorziano. Il dovere imposto dalla Costituzione lo troviamo anche nella legge all’articolo 315 bis del codice civile. Anche qui, i figli hanno diritto ad essere mantenuti, educati, istruiti e assistiti moralmente.

L’articolo 316 bis prevede che i genitori devono provvedere al mantenimento dei figli in base al loro patrimonio e al loro lavoro anche domestico. Tale obbligo non cade nemmeno quando ad un genitore venga revocata la responsabilità genitoriale.

Non solo niente pensione di reversibilità ma ai figli che superano quest’età non spetta neppure quest’altra importante somma di denaro

La legge avverte l’importanza del dovere di mantenimento dei genitori verso i figli tanto che in alcuni casi lo fa sopravvivere alla morte. Il riferimento è alla pensione di reversibilità. L’IINPS attribuisce ai familiari superstiti una quota della pensione del defunto. Principalmente è uno strumento che si rivolge al coniuge, anche separato, e ai figli. Tra la pensione di reversibilità e l’assegno di mantenimento c’è anche una certa omogeneità rispetto ai limiti temporali del sussidio.

Infatti, non solo niente pensione di reversibilità ma ai figli che superano quest’età non spetta neppure l’assegno di mantenimento. La pensione di reversibilità va corrisposta ai figli minorenni, agli inabili al lavoro, ai figli maggiorenni che non abbiano superato il 21esimo o il 26esimo anno di età. Questo dipende anche dal fatto se il ragazzo abbia intrapreso un percorso di studi universitario o meno.

La posizione della Cassazione

L’obbligo di mantenimento non ha dei limiti così chiari come la pensione di reversibilità. A porre dei confini a questo dovere dei genitori è stata la giurisprudenza. La Corte di Cassazione è tornata proprio sull’argomento con una recente ordinanza 8049 del 2022. Secondo i giudici l’obbligo di mantenimento dei genitori verso i figli permane circa fino ai 25 anni se non hanno intrapreso un percorso di specializzazione formativa. Mentre può arrivare a poco più di 30 anni se il giovane ha concluso lo studio universitario.

I giudici spiegano che, però, i ragazzi devono impegnarsi ad entrare nel mondo del lavoro. Devono dimostrare ai genitori il loro impegno. Devono avere la capacità di mettersi all’opera anche se il primo lavoro non esaudisce in pieno le loro aspettative lavorative in base alla qualifica conseguita. La Cassazione sposa, cioè, un approccio realista. Dopo un certo periodo, ritiene che i ragazzi debbano calibrare le loro aspettative sulle concrete possibilità offerte dal mercato del lavoro.

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