Sono ormai tantissime le persone che, negli ultimi anni, si stanno avvicinando sempre di più al mondo del collezionismo di monete. C’è chi si interessa a questo settore soltanto per cercare di scoprire quanto valgano gli esemplari in suo possesso. Oppure, c’è chi è attratto dai possibili guadagni e cerca di investire, spendendo a volte cifre assurde.
Oggi riprendiamo la nostra rubrica settimanale dedicata alla numismatica, analizzando una moneta davvero molto particolare. Stiamo parlando delle 20 lire “Elmetto”, o “Cappellone”, coniate nel 1928 nel sesto anno dell’Era Fascista. Di questo esemplare abbiamo già visto le caratteristiche estetiche e l’attuale valore di mercato, specificando che esistono parecchie false riproduzioni.
Nelle prossime righe, invece, mostreremo ai nostri lettori le varie versioni “di prova” di questa moneta, che sono molto ambite dai collezionisti.
Infatti, potrebbero valere veramente un mucchio di soldi queste preziosissime 20 lire che ogni collezionista vorrebbe possedere
Prima dell’emissione di queste 20 lire, nello stesso anno furono riprodotti diversi esemplari, per così dire, “sperimentali”. La prima versione, realizzata in argento 800, non contiene l’incisione delle date né del motto “MEGLIO VIVERE UN GIORNO DA LEONE CHE CENTO ANNI DA PECORA”. Al suo posto troviamo soltanto la scritta “PRIMA PROVA”. Questo esemplare, classificato con una rarità R4, potrebbe valere anche più di 16.000 euro, se in condizioni di Fior Di Conio.
In un’altra versione, che potrebbe valere intorno ai 14.000 euro, troviamo la scritta “PROVA” vicino alla testa del leone. Se, invece, troviamo inciso “PROVA DI STAMPA” al di sotto della scritta “ITALIA”, la moneta potrebbe valere intorno ai 9.000 euro.
Della seconda versione, invece, sono state effettuate varie prove, che differiscono tra loro per alcuni dettagli. Una di queste, ad esempio, contiene la dicitura “2a prova” in alto a destra, al fianco della scritta “ITALIA”, e potrebbe valere circa 11.000 euro.
Nella moneta successiva, simile a quella appena presentata, vicino alla testa del leone troviamo in incuso il titolo dell’argento, ossia 800. Questa versione potrebbe valere intorno ai 10.000 euro.
Nelle ultime due tipologie, invece, troviamo incuso in una il titolo 718, mentre nell’altra il titolo 600. Questi due valori indicano, ovviamente, la quantità di argento utilizzato nel conio.
In alcune aste, avvenute nel 2013, entrambe le monete si vendettero a poco più di 11.000 euro. Quindi, ecco perché potrebbero valere veramente un mucchio di soldi queste versioni di prova della moneta da 20 lire “Elmetto”. È facile intuire che chi dovesse possedere anche solo uno di questi esemplari potrebbe avere tra le mani un vero e proprio tesoro.
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