Chi ha un mutuo cosa rischia con il boom dell’inflazione e chi deve comprare casa cosa deve fare?

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Il rialzo dell’inflazione sta diventando preoccupante. Negli USA ha toccato valori che non si vedevano da 40 anni e anche in Italia la corsa dei prezzi sta allarmando. Chi ha un muto per la casa dovrebbe preoccuparsi? Dipende dal tipo di mutuo. Scopriamo chi subirà i maggiori svantaggi da un rialzo dei tassi d’interesse oramai imminente.

Cosa può accadere ai tassi d’interesse

Nei Paesi occidentali si sta verificando un fenomeno preoccupante. Una tassa, come l’ha chiamata il Governatore di Banca d’Italia, graverà su risparmi e stipendi nei prossimi mesi. L’inflazione sta salendo a livelli allarmanti. Negli USA l’inflazione annuale è salita oltre il 7%. In Italia secondo le stime dell’ISTAT l’inflazione a gennaio 2022 ha raggiunto un incremento del 4,8% rispetto a 12 mesi prima. Nella Unione Europea il dato è ancora più alto. Il rialzo dei prezzi nella UE a gennaio è stato del 5,1% su base annua. Per fare un paragone, la Banca centrale europea ha come obiettivo un’inflazione al 2% annuo.

La Banca centrale americana per tenere sotto controllo il rialzo dei prezzi ha annunciato un imminente rialzo dei tassi d’interesse. Gli analisti di Goldman Sachs prevedono che i rialzi da qui alla fine dell’anno saranno 7 e il costo del denaro salirà oltre l’1%.

In Europa cosa farà la BCE? Per il momento il presidente Christine Lagarde ha escluso rialzi dei tassi per il 2022, ma se l’inflazione dovesse continuare a crescere potrebbe essere inevitabile almeno un aumento per quest’anno e nuovo rialzi nel 2023.

Chi ha un mutuo cosa rischia con il boom dell’inflazione e chi deve comprare casa cosa deve fare?

Il rialzo dell’inflazione e quindi dei tassi d’interesse, toccheranno direttamente chi ha un mutuo in essere e chi sta per accenderlo. Sono in particolare tre le categoria che dovrebbe preoccuparsi del rialzo dei tassi.

In Europa, come in USA, la stagione dei tassi ai minimi storici sta per finire. Inevitabilmente l’aumento del costo del denaro si scaricherà anche sul costo dei mutui. Ma chi ha un mutuo cosa rischia adesso? Può apparire incredibile ma l’incremento dei rendimenti di questi mesi sta influenzando in massima parte i mutui a tasso fisso e in misura minore quelli a tasso variabile.

La ragione è legata alla natura del contratto. I mutui a tasso fisso sono indicizzati al tasso Eurirs. Attualmente l’Eurirs a 30 anni è allo 0,80% contro lo 0,15% circa di 12 mesi fa, ma ad inizio dicembre era allo 0,2%. Il boom dell’inflazione ha fatto impennare questo tasso perché il costo della vita influenza questo indice. Oggi chi accende un mutuo a 30 anni paga circa l’1,10%, l’1,20% di interessi perché all’Eurirs va aggiunto anche lo spread bancario.

I mutui a tasso variabile sono più convenienti di quelli a tasso fisso. Infatti il mutuo a tasso variabile è legato all’andamento del tasso Euribor che al momento dell’analisi è negativo dello 0,30%. Ma questo tasso è in rialzo, infatti a febbraio dello scorso anno il tasso Euribor era negativo dello 0,5%.

Tasso fisso o variabile?

Chi ha un mutuo cosa rischia oggi con l’aumento dell’inflazione e il probabile aumento dei tassi? La corsa dei prezzi nei prossimi mesi fa temere un ulteriore incremento dei costi dei mutui, sia di quelli a tasso fisso che a tasso variabile. Il vantaggio del tasso fisso è che comunque oggi il livello dei tassi è ai minimi storici.

Un muto a tasso fisso oggi potrebbe essere una mossa giusta perché cristallizza la rata in uno scenario di rialzo dei tassi. Infatti chi ha questo tipo di mutuo non corre pericoli di rincari della rata mensile. I mutui a tasso variabile costano meno del fisso ma in uno scenario di rialzo dei tassi, la rata mensile potrebbe lievitare di molto.

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