Il significato profondo del ricordo di David Sassoli a Strasburgo

David Sassoli

La stampa e gli organi d’informazione tutti hanno egregiamente riportato tutte le fasi dell’addio a David Sassoli. Ma i funerali di Stato e il saluto del Parlamento europeo al Presidente vanno oltre il dovere istituzionale. Ieri pomeriggio abbiamo assistito al volto umano di Emmanuel Macron, Charles Michel (Presidente del consiglio europeo), Enrico Letta, Mario Draghi. E tanti atri. Un ultimo saluto dall’aula di Strasburgo dinanzi una rosa bianca di forte impatto emotivo.

Forse l’Italia e noi italiani non avevamo consapevolezza del calibro umano e professionale del “nostro” connazionale a capo del Parlamento europeo. Ce ne siamo accorti adesso che non c’è più come spesso capita. Ci accorgiamo dei valori e della bellezza interiore dell’altro quando viene a mancare perché in vita permettiamo che tutto scorra come un fiume in pendenza. Il ricordo espresso ieri e durante i funerali di Stato cui hanno partecipato in tanti non per dovere ma perché desideravano esserci, ha un senso. David Sassoli ci lascia un monito.

L’Unione Europea che, diciamolo, percepiamo spesso come un qualcosa di lontano da noi, di astratto e distante, siamo noi. Le nostre difficoltà, i nostri diritti concessi e negati, il livello di civiltà e di progresso; i traguardi e le conquiste legislative ancora da raggiungere. Un’Unione che mai seppellisce identità distinte di lingue e di culture. Una famiglia in cui a volte è difficile mettere tutti d’accordo; in cui ognuno ha un proprio DNA e una sua unicità ma una comune appartenenza per un viaggio e un cammino da compiere insieme.

Il significato profondo del ricordo di David Sassoli a Strasburgo

Il giornalista presidente ha impersonato tutto questo e ci lascia, a nostro avviso, questa brillante testimonianza. Il ricordo e le cerimonie acquistano valore aggiunto quando riescono a veicolare tra le righe un messaggio. La diretta televisiva del ricordo di Sassoli dal cuore dell’Europa ha unito davanti lo schermo giovani e anziani; professionisti di calibro e casalinghe. È il successo di una melodia sanremese che non vince il Festival ma spopola e viene cantata sotto la doccia, raggiungendo il cuore e la mente di tutti. L’ambizione di tutti i concorrenti.

La sintesi delle parole spese per il nostro inviato a Strasburgo è un invito a sentirci europei. A rispettare, ma davvero, la singolarità di ogni Paese, a conoscere e voler scoprire le culture dei nostri fratelli europei e a sentirci parte di un unico grande mosaico. Per scelta e con impegno. Questo patrimonio concettuale è il frutto ultimo di un lavoro silente ma sempre intenso, appassionato, meticoloso. Consapevole e ragionato. Espressione di un agire politico che ha in comune con la professione giornalistica la forte passione civile e il voler toccare con mano le necessità dei cittadini. Come l’immagine di quel tocco al Muro di Berlino che David fece il 9 novembre di trent’anni fa e che ha fatto il giro del web.

Al suo posto subentra l’eurodeputata maltese, Roberta Metsola, eletta al primo turno.

Ed eccolo il significato profondo del ricordo di David Sassoli a Strasburgo, un significato semplicemente indelebile.