In queste righe vogliamo suggerirvi una ricetta per un primo piatto economico e dal sapore piemontese, i rabatòn. Una specialità appartenente alla tradizione contadina e dal procedimento semplice e veloce. Serviranno pochi ingredienti per cucinare un piatto dal sicuro successo e dal gusto antico. I rabatòn, infatti, hanno un’origine remota e racchiudono la storia del luogo in cui sono nati. La ricetta deriva dalle donne della Fraschetta, una zona compresa tra le città di Alessandria e Tortona. Niente come la cucina, infatti, può meglio rappresentare le tradizioni e le abitudini di un Paese. Nei suoi gusti, nelle ricette e nelle loro preparazioni ripercorriamo la vita del tempo passato. Riscoprendone la vitalità grazie all’armonia dei suoi sapori. Allora, non perdiamo tempo e cuciniamo insieme un primo piatto economico e dal sapore antico, i rabatòn. Ma segnati anche questa nostra ricetta per cucinare delle uova strapazzate a regola d’arte!
La storia e le origini
I rabatòn nascono dalla sapiente tradizione culinaria piemontese ed in particolare sono originari della zona della Fraschetta. Un’area compresa tra le città di Alessandria e Tortona, nella bassa pianura Padana. Proprio tra le nebbie locali si fa strada un primo piatto economico e dal sapore piemontese, i rabatòn. Questa specialità prende il nome dal dialetto “rabatà”, che rimanda al procedimento con cui vengono cucinati, ovvero schiacciando e rotolando l’impasto con le mani. Ogni anno a Litta Parodi viene reso omaggio a questo piatto antico con una sagra che accoglie palati curiosi provenienti da molte regioni d’Italia. La “Confraternita du rabatòn”, fondata nel 1999, ha il compito di valorizzare, garantire tutela e diffusione di questo piatto dalle origini remote. Una nonna alessandrina ci ha suggerito questa ricetta che riempie la tavola delle domeniche di festa passate in compagnia di figli e nipoti.
La ricetta
Per preparare porzioni sufficienti per circa quattro persone, ci serviranno, prima di tutto, 400g di erbette o spinaci. Questi dovranno bollire per circa dieci minuti e, una volta cotti, li scoleremo con attenzione per eliminare l’acqua in eccesso. A questo punto, tritiamoli insieme ad uno spicchio d’aglio e del prezzemolo. Procuriamoci circa 200 grammi di ricotta piemontese ed uniamo due uova, 100 grammi di parmigiano e 70g di pangrattato. Amalgamiamo bene, aggiustiamo di sale e pepe. L’impasto dovrà risultare sodo e lavorabile così da poter formare, rotolandole nella farina, delle polpette allungate di circa sei centimetri. Sbollentiamo i nostri rabatòn in una pentola con acqua bollente salata, finché vengono a galla. Possiamo utilizzare anche l’acqua di cottura delle erbette, che avremo, quindi, messo da parte. Una volta scolati disponiamoli in una teglia imburrata. Cospargiamo con parmigiano, tocchetti di burro e foglie di salvia. Cuociamo in forno a 180° per circa un quarto d’ora, finché saranno leggermente dorati.