Nelle detrazioni spese mediche e sanitarie rientrano i costi accessori?

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Nelle detrazioni spese mediche e sanitarie rientrano i costi accessori?

Di recente è stata resa nota una risposta dell’Agenzia delle Entrate in merito al trattamento dei costi accessori di una visita medica ambulatoriale privata. Stiamo parlando di quei costi in più che il paziente-cliente è tenuto a pagare quando non usa la carta di credito. Quest’ultima è previamente registrata sul sito di chi emette fattura. E quindi in alternativa si utilizza ad esempio il bancomat o i contanti. Come si deve comportare il cittadino in sede di dichiarazione dei redditi, può detrarre queste voci? Entriamo nel vivo dell’argomento e vediamo se nelle detrazioni spese mediche e sanitarie rientrano i costi accessori.

L’antefatto

La risposta n. 268 del 25 agosto 2020 dell’Agenzia delle Entrate è derivata a seguito del quesito di una società che gestisce una rete di poliambulatori. Qui le prestazioni sanitarie erogate vengono fatturate in regime di esenzione da Iva, come disposto dal primo comma dell’art. 10 del decreto Iva. Dal marzo 2020 la struttura è passata ad addebitare cinque euro di costi aggiuntivi in fattura, ogniqualvolta il pagamento non viene effettuato con carta di credito.

I quesiti posti

I quesiti posti al giudizio ed interpretazione dell’Agenzia delle Entrate sono i seguenti:

a) i cinque euro aggiunti in fattura sono da considerarsi prestazione accessoria a quella sanitaria e quindi godono dell’esenzione Iva tipica di queste ultime?

b) il paziente-cliente può considerare questa voce di spesa come accessorio, collegato alla spesa sanitaria, e quindi detraibile in dichiarazione dei redditi?

Questo secondo quesito interessa anche chi emette fattura, perché tenuto alla comunicazione telematica dei dati al Sistema Tessera Sanitaria.

La risposta al primo quesito

In merito al primo punto, l’Agenzia ha stabilito, alla luce delle disposizioni di legge vigenti, che il costo aggiuntivo costituisce una classica prestazione accessoria. Cioè, in soldoni afferma che quei cinque euro non sarebbero mai stati pagati, se non ci fosse stata la prima voce di spesa. Quindi neanche sui cinque euro accessori si calcola l’Iva a carico del cliente.

Nelle detrazioni spese mediche e sanitarie rientrano i costi accessori?

In merito al secondo interrogativo, l’Agenzia ha sottolineato come la detraibilità, ai fini Irpef, è concessa solo per le spese sanitarie. Rientrano, in questa categoria, tutte quelle di natura sanitaria e medica specialistica o di assistenza specifica, indicate anche in elenco dal Ministero della Salute. Detto ciò, è impossibile per il contribuente far rientrare i cinque euro di costo accessorio nella sfera della detraibilità. Si tratta di un costo di natura amministrativa, non collegata alla prestazione sanitaria che ha come finalità  “ un recupero della normalità sanitaria e funzionale della persona” . E’ un onere aggiuntivo non dovuto ex lege, come succede nel caso del bollo, ma frutto di una scelta aziendale da parte di chi emette fattura.