Risparmi sulle tasse investendo in un ETF. Come?

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Risparmi sulle tasse investendo in un ETF. Come? La domanda che dobbiamo porci è: si possono pagare meno tasse sugli investimenti? La risposta, molto schietta, è sì. Ovviamente, in modo del tutto legale e trasparente. E si può fare investendo nel trend ormai secolare degli strumenti finanziari, cioè negli ETF. In particolare, in un tipo specifico di ETF. Si tratta, infatti degli ETF ad accumulazione. Cioè di quei fondi indicizzati, che replicano determinati indici o settori. E che reinvestono automaticamente i proventi dei dividendi maturati in nuovi titoli dello stesso fondo.

Quali sono i vantaggi reali di questa tipologia di investimento? Principalmente due. Il primo è l’automatizzazione del processo di reinvestimento, che diventa automatico. Il secondo è la posticipazione dell’imposizione fiscale, con conseguente aumento dell’interesse composto. Proprio così. Perché il reinvestimento continuo fa sì che le tasse sui dividendi vengono posticipate in continuazione, fino al momento della vendita dello strumento. E la magia dell’interesse composto, che moltiplica il rendimento dei dividendi, può così avvenire su di un capitale più “corposo”. Ecco come ottenere risparmi sulla tasse investendo in un ETF.

Risparmi sulle tasse investendo in un ETF. Come?

Approfondiamo la questione esaminando cosa succede con un ETF ad accumulazione. Investiamo 10.000 €, e supponiamo di avere un 10% di rendimento annuo dal nostro ETF. Avremo quindi, alla fine, 11.000 €, dati dal capitale iniziale più i 1.000 € di interesse del 10%. L’anno dopo gli 11.000 euro danno un altro 10%. Questa volta otteniamo 1.100 euro da quel 10% che, sommato alla cifra iniziale, fa 12.100 €. Adesso immaginate di continuare il tutto per 20 anni. Sapete quanto fa? 67.275 €.

Adesso facciamo la stessa cosa, ma investiamo su un ETF a distribuzione, che distribuisce i suoi dividendi agli investitori. Il primo anno il 10% ottenuto, e distribuito, renderà 740 €, e non 1.000. Questo perché ci va tolto il 26% di tasse sul capital gain, cioè sui guadagni. E ovviamente a questa cifra poi vanno dedotte le commissioni bancarie di vendita dello strumento, oltre che quelle del fondo. E questa cosa va fatta ogni anno. Morale della favola: dopo 20 anni, invece di 67.275 €, ne avremo solo 41.965,16. Una bella differenza. Del 37% e spiccioli, per essere precisi.

In conclusione

La magia dell’interesse composto è ben nota nel mondo degli investimenti. Da oggi non solo è nota anche a voi, ma vi servirà anche a pagare meno tasse sugli investimenti.