Come e cosa pignorare ai nullatenenti

agenzia delle entrate

Il termine “nullatenente” non è un termine giuridico. Se lo si cerca sul vocabolario della lingua italiana il nullatenente è “colui che non ha beni di fortuna”. Nel linguaggio fiscale, è “colui che non è soggetto a imposte fondiarie e sui fabbricati”. In parole povere, è colui che non possiede nessun bene!

Come e cosa pignorare ai nullatenenti

Tuttavia, c’è chi è realmente nullatenente e chi, invece, non lo è affatto.

Spesso i debitori per non essere aggrediti dai creditori nascondono i loro beni presso terzi.

Le azioni di pignoramento mobiliare e immobiliare, si bloccano quando viene accertato che un debitore non ha nulla a sé intestato. Tuttavia, essere nullatenenti non significa mettersi completamente al riparo dalle azioni di pignoramento.

Ecco come e cosa pignorare ai nullatenenti.

Il creditore come deve agire in questi casi?

L’azione revocatoria

Capita spesso che il debitore per evitare di incappare nelle grinfie dell’ufficiale giudiziario, decida di trasferire tutti i beni a parenti ed amici. Il caso tipico è l’alienazione degli immobili alla moglie e ai figli.

Si consiglia sempre di recarsi presso l’Ufficio della conservatoria dei beni immobiliari presso l’Ufficio del territorio, Agenzia delle Entrate, e chiedere una visura ipotecaria storica.

Questa permetterà di ricostruire tutti i passaggi di proprietà effettuati dal nullatenente e di visualizzare le eventuali quote di beni in possesso o possedute dallo stesso.

Se ad esempio, dovesse risultare dalla visura una donazione fatta al figlio negli ultimi 5 anni, il creditore potrà farla revocare grazie all’azione revocatoria e pignorare il bene.

Quando il debitore è sposato in comunione dei beni

Se il debitore è sposato in regime di comunione dei beni, il creditore potrà pignorare i beni al coniuge nei limiti della quota del 50%.

Se i coniugi sono separati, ma continuano a vivere insieme è anche possibile che la separazione sia simulata nel qual caso sarà possibile anche impugnarla.

Beni all’estero

Ci sono, inoltre, debitori che pur di non far risultare nulla, nascondono soldi in conti correnti presso banche straniere. Anche questo denaro sarà pignorabile.

Oggi, controllare se il debitore possiede dei beni all’estero è più semplice di quanto si possa solo immaginare.

Basta controllarne la dichiarazione dei redditi. Dal 2012 è, infatti, obbligatorio inserire anche queste informazioni nella dichiarazione.

L’Agenzia delle Entrate potrà riscontrare d’ufficio la veridicità delle informazioni contenute nelle dichiarazioni grazie al libero scambio di informazioni fiscali con i paesi white list.

Per i conti correnti all’estero, dopo aver notificato l’atto di precetto, sarà sufficiente chiedere al Tribunale, l’autorizzazione a consultare l’anagrafe dei rapporti bancari per individuare il conto aggredibile.

Nello stesso modo, è possibile controllare se il nullatenente detiene soldi in carte prepagate anch’esse pignorabili al pari di qualsiasi conto corrente.

Se il debitore è in affitto

Qualora il debitore dovesse vivere in un appartamento in affitto, il creditore potrebbe agire con un pignoramento mobiliare. Infatti, salvo prova contraria tutti gli arredi e gli oggetti presenti all’interno dell’appartamento si presumono di proprietà del debitore e pertanto, pignorabili.

Come e cosa pignorare ai nullatenenti. Il caso dell’ eredità

Potrebbe anche capitare che il debitore pur di non incorrere nei creditori rinunci all’eredità.

La legge però consente di impugnare la rinuncia se si dimostra il fine per il quale il debitore ha agito.

Il giudice, infatti, valuterà se il diritto alla rinuncia è stato correttamente esercitato o meno.

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