Il petrolio greggio è in un momento delicati. Soprattutto per quanto riguarda I dividendi più a rischio a maggio tra i petroliferi made in Usa
Come sappiamo il settore dei petroliferi Made in Usa sta attraversando, non da adesso, momenti particolarmente difficili.
Titoli petroliferi sui quali investire
L’epidemia di coronavirus, con la contrazione dei consumi e quindi della produzione, ha dato un colpo forse decisivo allo shale oil a stelle e strisce. Recentemente Goldman Sachs ha individuato alcuni titoli petroliferi sui quali investire. Si tratta di investimenti che, data la situazione del settore, sono azioni adatte a chi ha un profilo di rischio non particolarmente basso. Ad ogni modo Goldman Sachs ha scelto quei titoli che, tra gli altri, appaiono più sicuri. Per quanto riguarda il mese di maggio, si sta delineando un panorama particolarmente complesso. L’iperproduzione statunitense è ormai cosa nota. Ma una serie di fallimenti già avvenuti, o in arrivo, potrebbero riequilibrare la situazione.
I tagli sui dividendi
Intanto i primi provvedimenti che in questi casi solitamente vengono adottati riguardano i tagli sui dividendi. Infatti il regalo agli azionisti è una delle prime voci che viene tagliata nel momento in cui le quotazioni crollano e gli utili si prevedono in forte contrazione. Per questo motivo ci sono alcuni dividendi più a rischio a maggio tra i petroliferi made in Usa. Un primo nome è quello di Oasis Midstream Partners. Il motivo? Basta guardare il suo rendimento, attualmente al 34,7%. Di fatto l’azienda raccoglie commissioni dai suoi clienti ma questi ultimi, visto il crollo del prezzo del barile, hanno a loro volta tagliato le spese per i pozzi.
I dividendi più a rischio a maggio tra i petroliferi made in Usa
L’attesa per il prossimo 11 maggio, data in cui la compagnia pubblicherà la sua trimestrale, sale in maniera parossistica. Meno pesante il 14% della cedola di Shell Midstream Partners (NYSE:LSHX), figlio della più nota Shell. Già in precedenza i vertici di Shell Midstream Partners avevano confermato i livelli del rendimento per il resto dell’anno. Ma nessuno aveva ancora previsto quello che poi sarebbe successo. Tanto che, a fine mese, la stessa Shell, astronave madre, non ha esitato a tagliare il rendimento. Il che ha aumentato le paure che anche il suo ramo cadetto possa fare lo stesso. La verità si saprà domani quando saranno resi noti i numeri del primo trimestre.