FCA, oramai il titolo non corre più

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Nell’ ultimo anno nel nostro paese le immatricolazioni di nuove auto sono diminuite di quasi il 20%, mentre  a livello europeo si registra un calo del 12%.

Cosa ha portato alla crisi di Fiat Chrysler Automotive?

Aspettando e cercando di intuire i possibili sviluppi delle trattative per riuscire ad arrivare a una possibile fusione con Renault, o con qualche altro produttore. FCA (MIL:FCA) sembra essere molto propensa a riuscire a recuperare il terreno perduto sul campo dell’ auto elettrica, anche se questo argomento sarà sicuramente un punto chiave per il futuro, ad oggi non crea nessun effetto positivo nel breve periodo. FCA oggigiorno si mostra debole, a causa delle vendite registrate in Italia e in Europe ai minimi storici, sfavorevoli sono anche le tensioni commerciali tra Cina, Stati Uniti ed Europa.

I problemi nel settore

Come si legge dai rapporti della Fiom, la crisi del settore potrebbe trovarsi dietro l’angolo, dato che la produzione negli ultimi dodici anni è calata di circa l’80%.

A livello nazionale FCA registrava una decina di milioni di vetture prodotte tra il 1999 e il 2008. Siamo invece passati nel successivo decennio a 5,6 milioni di vetture. E in particolare nello stabilimento di Mirafiori nel 2006 venivano prodotte 218mila vetture, contro le 43 mila del 2018. Una riduzione vertiginosa.

La produzione della nuova Fiat 500 elettrica

Una mossa interessante da parte di FCA è la produzione della nuova Fiat 500 elettrica anche se secondo le stime a fronte di una produzione di 80 mila vetture, le vendite si dovrebbero aggirare intorno alle 20 mila all’anno; quindi non è da potersi considerare una manovra tropo efficacie per fare ricrescere le vendite.

Il titolo FCA

Andamento annoiato per il Lingotto, che chiude la sessione in ribasso dello 0,80%nella giornata di lunedì mentre oggi segna per il momento -1,18%. Il trend ad una settimana di Fiat Chrysler è più debole rispetto all’andamento dell’indice di riferimento. Questo rallentamento potrebbe innescare opportunità di vendita del titolo da parte del mercato. Per quanto riguarda il medio periodo, le conseguenze tecniche assunte dalla casa automobilistica risultano ancora viste in chiave positiva.

Non sono dunque gli investitori istituzionali che risultano particolarmente interessati a questo tipo d’investimento, dato che i bassi volumi non implicano uno spostamento di prezzi elevati.