Italia e Russia avanti con gli accordi bilaterali

Italia e Russia

 Dopo l’accordo denominato “La via della seta” tra Italia e Cina eccone un altro simile tra Italia e Russia.

Lo sbarco in Italia di Vladimir Putin è stata l’occasione per rinsaldare i rapporti tra i due paesi.

Sono stati raggiunti importanti accordi.

In particolare risalta quello tra la nostra Cassa Depositi e Prestiti e il fondo sovrano russo Rdif.

Nello specifico un accordo di trasparenza che dovrebbe consentire un significativo implemento delle esportazioni di Made in Italy in Russia.

E’ importante avere presente che i due paesi sono ancora reciprocamente sotto embargo.

Allo stesso tempo i prodotti italiani sono sempre più ricercati tra la popolazione russa.

Si parlava di accordo di trasparenza proprio per evidenziare che le dinamiche commerciali tra i due paesi saranno anche finalizzate alla lotta ai prodotti Made in Italy contraffatti.

Attualmente purtroppo molto diffusi a Mosca e dintorni.

Italia e Russia: imitazioni anche nell’agro-alimentare

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il fenomeno della contraffazione di prodotti italiani non riguarda solo il settore della moda o del lusso ma si estende in misura significativa anche all’ambito agro-alimentare.

La stessa  Coldiretti ha infatti specificato che agli effetti nefasti dell’embargo tra Italia e Russia.

In proposito si calcola un molto significativo quanto beffardo giro d’affari derivante dalla diffusione di prodotti imitativi dell’offerta alimentare italiana.

Tutto ciò con grave nocumento per la nostra economia.

Nel report di Coldiretti vengono citati dei casi clamorosi di prodotti “italiani” contraffatti che si trovano nei supermercati russi.

Si va dalla mozzarella “Casa Italia” alla robiola  e ad altri tipi di italici formaggi.
Poi stesso schema per salumi tipici nostrani di vario genere.
Insomma una vera e propria surroga del prodotto Made in Italy che i russi acquistano ignavi dell’inganno.

Coldiretti ha anche precisato un ulteriore aspetto spiacevole della vicenda.

A sviluppare la produzione del falso marchio italiano non sono soltanto aziende russe, ma molti alimenti, falsamente spacciati come italiani, vengono prodotti in paesi non colpiti dall’embargo.

Tipo Svizzera,  Bielorussia, Argentina e Brasile che hanno visto fortemente lievitare le esportazioni di cibi “italiani” taroccati verso la Russia.

Italia e Russia: Putin ad ampio raggio

Ma la visita di Putin si è estesa, come effetti, anche ad altri ambiti come ad esempio quello delle forniture energetiche e di gas in particolare.

Una sorta di do ut des reciprocamente conveniente.

Pare che poi Putin segua con particolare favore la spinta sovranista che sta lentamente avanzando in Italia.

D’altronde il Presidente russo è molto amico di Donald Trump che sappiamo bene come la pensa in merito.