Come nelle attese la FED ha lasciato i tassi di interesse invariati e come prevedibile le borse americane, aperte per il 1° maggio hanno sortito un “sell on the news”.
Inversione di tendenza? La giornata odierna e quella di domani ci diranno in merito.
Anche la blanda reazione dei mercati asiatici, in mix tra chiusure positive e di poco negative mostra come quanto emerso dalla FED fosse già scontato.
Ed anche le aperture europee paiono confermare.
L’agitazione di Trump
La FED ha votato questa risoluzione di stabilità all’unanimità.
E questo nonostante anche nelle ore precedenti al Meeting dalla Casa Bianca Trump tuonasse richiedendo un taglio addirittura dell’1%.
E chiaro da cosa prenda le mosse il tentato diktat del Presidente.
Trump insiste da mesi nel suo goffo tentativo di protrarre questo ciclo di crescita economica fino alla campagna elettorale presidenziale del 2020 forzando la leva dei tassi.
Crescita solida, inflazione sotto controllo
Ma la FED dal canto suo non può farsi deviare dai desiderata ad hoc di una persona per quanto importante.
Il ciclo dell’economia americana vive ancora una fase di economia solida in un contorno di inflazione sotto controllo.
La Banca centrale americana a differenza della BCE ha come ricordato “l’ obbiettivo di fondo di sostenere l’espansione economica”.
Ma proprio per la straordinarietà favorevole del ciclo in corso il board ha ritenuto appropriata questa posizione attendista.
Inflazione troppo bassa
Anzi addirittura l’inflazione viene reputata troppo bassa.
Sotto l’obbiettivo del 2% la FED teme addirittura scenari deflazionistici.
Ecco perché aggiungere massa monetaria tagliando i tassi senza rischiare di portare deflazione è un rischio che Powell e soci non hanno voluto correre.
Di Giappone ne basta e avanza uno…
Borse poco felici
Come prevedibile le borse non hanno accolto benissimo questa staticità della FED.
Anche perché stimolate nell’attesa di tagli dalle dure parole del Presidente Trump.
Nella realtà gli operatori qualificati sanno benissimo che una FED unanime conferma la bontà della via intrapresa.
Non solo ragionando si renderanno conto che una FED interventista con economia e borse in volo sarebbe stata preoccupante.
Invece così il Board della Banca centrale americana si tiene la sua scorta del tasso al 2,5% per momenti in cui veramente economia e borse ne avranno bisogno.
Insomma siamo in una fase di fisiologiche prese di beneficio.
Una semplice buon occasione per trovare punti di ingresso sui mercati per chi ne fosse rimasto fuori o per chi avesse opportunamente già portato a casa qualcosa sui recenti picchi dei prezzi.