30% delle imprese a rischio chiusura?

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Il 30% delle PMI  italiane sono a rischio di chiudere per sempre. 30% delle imprese a rischio chiusura? Vediamo i motivi e cosa si potrebbe fare per evitare questo collasso.

Qualcuno  arriva a stimare che forse addirittura il 40% di queste  chiuderanno entro 12 mesi.

I piccoli imprenditori  italiani con una pozione troppo marginale rispetto al prezzo di mercato erano già in serie difficoltà economiche prima di questa crisi.

Una  chiusura prolungata di due mesi ha sicuramente dato il colpo di grazia a imprese già stremate da  un regime fiscale estremamente oneroso e complicato.  Il Fisco non ha mai preso in seria considerazione di attenuare il carico di adempimenti per quelle più piccole.

Una impresa su 3 sarà costretta a chiudere nei prossimi 12 mesi?

Nella migliore delle ipotesi almeno una  posizione iva su tre  dovrà chiudere entro 12 mesi, e  in che modo?

Lasciando enormi debiti verso i fornitori come canoni di locazioni non pagati, merci e soprattutto debiti tributari. Di questi ultimi lo Stato praticamente non incasserà quasi nulla.

Inoltre sarà costretta a licenziare i propri dipendenti o nella peggiore delle ipotesi a non pagarli neppure.

In caso di fallimento, i dipendenti potranno approfittare  sia della legge  n.297/1982 di cui all’art.2 e del Dl.gs n.80/1991 art. 1 e 2,  per il fondo di garanzia del TFR e crediti di lavoro che prevede il pagamento di questi costi a carico dello Stato, il pagamento avviene mezzo l’INPS territoriale competente.

Per tutti gli altri  ovviamente non vi sarà assolutamente niente. Con il rischio dei fallimenti a catena.

30% delle imprese a rischio chiusura? Fallimenti a catena, una possibilità?

In caso di fallimento di piccole imprese difficilmente  vi potranno essere  effetti sulle altre.

In caso di fallimento di imprese di maggiori dimensioni si avrà sicuramente un effetto domino. Ricordiamo che  anche il decreto liquidità definisce  le micro imprese, quelle con meno di 10 occupati e un fatturato da bilancio non superiore a 2 milioni di euro, e le piccole imprese sono quelle che hanno meno di 50 occupati e fatturato annuo non superiore a 10 milioni di euro.

In alcune  realtà economiche locali un fallimento di una piccola  impresa con 50 dipendenti e un fatturato di 10 milioni di euro avrà sicuramente grosse ripercussioni anche su quelle micro.

La voglia di ripresa è generale nel Paese, ma ricordiamo che il 16 giugno è il  tax day per pagare le tasse relative all’anno 2019 e gli acconti per l’anno 2020, le imprese dove prenderanno questi denari?

Saranno costrette a ricorrere all’indebitamento bancario e quindi nella migliore delle ipotesi ad aumentare i costi finanziari.

Scontrini telematici e fatturazione elettronica

Entro brevissimo tempo  le micro imprese si dovranno dotare tutte di scontrino telematico e avranno l’obbligo di fatturazione elettronica.

Alcune stanno già chiudendo per non adeguarsi a questa scadenza.

Posso assicurare che questi adempimenti per i piccoli sono veramente onerosi.

Minori incassi, maggiore burocrazia e  maggiori costi e oneri  non aiuteranno certamente le micro imprese a reggere le sfide del mercato.